Metodo



Approccio al paziente Mangiare informati, per vivere sani Monitoraggio con bioimpedenziometria

Approccio al paziente


Trasmettere ai pazienti le nostre conoscenze, che manteniamo sempre aggiornate, relative al mondo dell'alimentazione e della nutrizione, è il nostro obiettivo. Tali conoscenze sono essenziali per raggiungere il benessere psico-fisico attraverso scelte alimentari più appropriate e uno stile di vita sano, senza mai rinunciare all’aspetto edonistico del nutrirsi.

Il nostro metodo è basato su quattro punti fondamentali, che permettono di avere una visione completa della situazione clinica e nutrizionale del paziente così da poter attuare una proposta e un intervento quanto più possibile efficaci e personalizzati. Essi sono:

Valutazione nutrizionale: in questa prima fase, il dietista compila un’indagine alimentare approfondita e dettagliata del paziente, così da avere un’idea il più possibile veritiera delle sue abitudini alimentari e dell’attività fisica svolta. Inoltre, vengono misurati per la prima volta tutti i parametri antropometrici e, se possibile, attuata la bioimpedenziometria per il calcolo della composizione corporea.

Diagnosi: la diagnosi è la diretta conseguenza della valutazione elaborata dallo specialista; in questa fase non vengono ancora dati consigli o indicazioni nutrizionali, bensì si afferma ciò che è emerso dall’indagine alimentare e da eventuali altre informazioni (inerenti, per esempio, ad attività fisica, stati d’animo, particolari periodi della vita, etc.) fornite spontaneamente dal paziente.

Intervento nutrizionale: per elaborare uno schema dietetico adeguato e personalizzato è importante che il dietista concordi con il paziente stesso alcuni punti chiave dell’intervento nutrizionale. È inoltre indispensabile che lo specialista fornisca le conoscenze adeguate affinché possano essere meglio compresi e giustificati gli eventuali cambiamenti apportati allo stile alimentare. In questa fase verranno forniti al paziente consigli, strumenti e “trucchi” per poter iniziare in modo sereno e consapevole questo percorso.

Monitoraggio: il monitoraggio, che indicativamente dovrebbe essere, almeno per i primi mesi, ogni due settimane, è indispensabile per constatare l’efficacia dell’intervento dietetico messo in atto, non solo da un punto di vista di parametri antropometrici (che saranno misurati ad ogni controllo). Durante questi incontri, infatti, il paziente può riferire lo stato d’animo che lo accompagna ed eventuali difficoltà incontrate nelle settimane trascorse. Il follow-up, perciò, è molto importante, sia per lo specialista sia per la persona che si rivolge ad esso poiché è durante questi appuntamenti che il paziente può fare il punto della situazione, concordare alcune modifiche del piano nutrizionale insieme al dietista, se necessarie, e ricevere nuovi stimoli per proseguire al meglio il proprio percorso.

A chi è rivolto il nostro intervento?

A soggetti sani, che vogliono ricevere una corretta educazione alimentare e avere consigli pratici su come ottenere benefici dall’alimentazione, in tutte le fasi della vita, dallo svezzamento all’età senile e alla menopausa. Alle mamme, durante la gravidanza, e successivamente, nel recupero del peso ideale dopo il parto. Agli sportivi, per ottimizzare le prestazioni sportive.

Trattamento e prevenzione di sovrappeso, obesità, ipercolesterolemia e altre dislipidemie, sindrome metabolica, diabete, ipertensione, problemi renali, allergie alimentari; disturbi gastroenterologici come malattia da reflusso gastro-esofageo, gonfiori intestinali, celiachia e altre intolleranze alimentari (lattosio etc), malattie del fegato, sindrome del colon irritabile, diverticolosi; osteoporosi, disturbi del comportamento alimentare, sindrome dell’ovaio policistico.

Per la prima visita è necessaria la richiesta del medico curante e/o dello specialista. La richiesta, in carta bianca e/o ricetta, deve attestare lo stato di salute e/o eventuali patologie con indirizzo all'educazione alimentare e/o alla dietoterapia. Le spese del paziente sono detraibili con la richiesta del medico. Si consiglia di portare degli esami del sangue recenti (glicemia, colesterolo totale, colesterolo-HDL, trigliceridi, VFG).


Mangiare informati, per vivere sani


Innanzitutto bisogna partire con l’analizzare il concetto di "dieta", il quale necessita di una precisazione: nel linguaggio comune viene erroneamente inteso come "restrizione" dell’alimentazione o "astinenza da cibo". In realtà questo termine ha un significato differente, più ampio ed appropriato: infatti, tutti noi "siamo a dieta", nel senso che ci alimentiamo quotidianamente e ciò costituisce una parte integrante e articolata della nostra vita.
Il significato più antico e vero di "dieta" ci dà indicazione su come dovrebbe essere impostata e gestita la nostra alimentazione. Il termine, infatti, deriva dal greco e si può tradurre come "stile di vita" e nel vocabolario della lingua italiana viene indicato come l’insieme degli alimenti che vengono introdotti quotidianamente affinché vengano soddisfatte le necessità biologiche dell’organismo in termini di nutrienti ed energia. Unendo i due significati è facilmente intuibile che non si parla di restrizione, bensì di armonia dei nutrienti che compongono l’alimentazione, un'interrelazione tra forze fisiologiche, psicologiche, sociali e culturali. Essa deve soddisfare sia le esigenze nutrizionali biologico-metaboliche, sia l’aspetto emozionale del cibo. Il dietista ha il compito di individuare, per ciascun paziente, il percorso educazionale e terapeutico a lui più idoneo.

La dieta, intesa come scelta razionale degli alimenti, diventa il mezzo più idoneo per prevenire malattie, disordini metabolici e disturbi funzionali. Quando ci si discosta ripetutamente e in modo continuo da un'alimentazione equilibrata si può incorrere in patologie gravi come l’obesità, il diabete, la sindrome metabolica e i tumori, che non sono altro che la risultante di errate abitudini alimentari che non rispettano le reali necessità dell’organismo.
In questo caso, cioè nell'ambito della patologia, la dieta acquista il significato di terapia dietetica o dietoterapia, che ha lo scopo di eliminare i sintomi e i segni di malattie causate o correlabili ad errori dietetici, minimizzare o ritardare l'evoluzione di molte malattie degenerative croniche.

Altro aspetto da non tralasciare è il grande impatto che la dieta, intesa in questo caso come strumento per correggere una situazione sia metabolica sia estetica, può avere sull’autostima e sull’accettazione di noi stessi.
Quello emozionale, affettivo e relazionale sono tre componenti fondamentali da tenere in considerazione quando si parla di alimentazione, ma ancora di più quando ci si rivolge a persone che vogliono intraprendere o hanno già cominciato un percorso di dietoterapia.

Il nostro Studio considera fondamentali anche gli aspetti più etici e "pratici" dell’alimentazione: la qualità delle materie prime, la filiera del cibo, il rispetto verso l’ambiente e la sostenibilità della nostra dieta, sono alcuni esempi e rappresentano argomenti importanti per noi dietiste, sui quali cerchiamo di improntare il nostro stile di vita, sui quali ci manteniamo aggiornate e riguardo ai quali teniamo molto a dare informazioni e consigli pratici ai nostri pazienti.
Infatti, vi sono alcuni semplici accorgimenti che potrebbero avvicinarci ad un consumo più consapevole e ad un maggior rispetto per l’ambiente, anche attraverso le scelte alimentari.
I gruppi G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale), per esempio, sono una realtà ancora troppo poco conosciuta nel nostro Paese ma che per fortuna negli ultimi anni sta riscuotendo molta approvazione e partecipazione da parte delle famiglie italiane.
I G.A.S. consistono in gruppi di persone che si uniscono spontaneamente per comprare all’ingrosso prodotti alimentari; si dicono “solidali” perché i membri del gruppo si organizzano per distribuirsi autonomamente, a turno, gli alimenti ordinati; solidarietà verso i piccoli produttori che forniscono i prodotti e solidarietà verso l’ambiente.

All’interno della realtà dei Gruppi di Acquisto Solidale rientra anche il commercio a Chilometro Zero, il quale consiste nella commercializzazione e vendita dei prodotti nella stessa zona in cui questi vengono prodotti, generando così risparmio economico e ambientale.

Spesso i produttori da cui i G.A.S. si riforniscono sono piccole aziende che attuano agricoltura biologica o anche biodinamica. Negli ultimi anni, i prodotti di tali metodi di agricoltura hanno avuto un’esplosione di consensi; pur mantenendo uno spirito critico ad esempio osservando l’etichetta, il luogo di produzione etc., è evidente che queste tecniche di coltivazione possono assicurarci una qualità migliore degli alimenti e perciò maggior benessere.

Dobbiamo iniziare ad interessarci e informarci maggiormente sulla qualità dei cibi che compriamo e mangiamo; quelli sopra elencati sono solo alcuni esempi che possono però portare a grandi benefici per il nostro benessere, società e ambiente.


Monitoraggio con bioimpedenziometria


La Bioimpedenziometria (Bioelectrical Impedence Analysis), ovvero l’analisi dell’impedenza nei sistemi biologici, è utilizzata per la valutazione dello stato di nutrizione di un individuo, misurando le due componenti dell’impedenza: reattanza e resistenza.
Nella pratica, l’esame consiste nel posizionare quattro elettrodi sulla pelle del paziente (due su mano e piede destro). Accendendo il BIA, si ottengono i seguenti valori:
– Acqua totale corporea (divisa in extracellulare e intracellulare)
– FFM: massa magra
– FM: massa grassa
– BCM: massa cellulare attiva
– Stima del metabolismo basale

Questo strumento si rivela molto utile per il follow-up dei pazienti in dietoterapia: monitorando i suddetti valori periodicamente si potrà valutare l’efficacia e l’andamento dell’intervento nutrizionale.



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